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Un'ipotesi è quella di Alfred
Maury del 1861. Egli sosteneva che i sogni fossero una
semplice reazione a stimoli esterni. Come giunse a questa
conclusione? Durante il sonno sognò di essere
ghigliottinato, si svegliò improvvisamente e si accorse che
la testata del letto si era staccata colpendolo sulla testa.
Durante i primi del Novecento,
invece, si diffusero le teorie di Sigmund Freud che
sosteneva che i sogni sono la via verso l'inconscio, cioè
durante il sonno la nostra parte cosciente è sopita ed è
attivo l'inconscio.
Alle teorie sui sogni di Freud
si contrappongono invece quelle di Robert W. McCarley che
sostiene che i sogni non siano una fase di "mascheramento"
ma di "attivazione". Questo spiegherebbe perché i sogni
siano spesso legati ad attività eccessiva come correre,
volare, scalare.
Un'altra teoria associa i sogni
alla rielaborazione delle informazioni ricevute durante la
giornata. Il nostro cervello riceve molte informazioni ma ne
elabora solo alcune, altre vengono comunque recepite ma
vengono rielaborate soltanto durante il sonno. |