Le locuzioni della lingua italiana A-L      M-Z

 

Detti e locuzioni della lingua italiana. Da dove traggono la loro origine alcuni modi di dire? Da dove derivano alcune frasi che diciamo tutti i giorni? Vi siete mai chieti qual'è l'origine di alcune frasi? Alcune derivano dal latino, altre da aneddoti, da fatti storici, da leggende. Scopriamo le origini di tantissimi modi di dire e detti famosi.

 

Scoprine altri!

 

 

 

 

Acqua in bocca!
Si dice per invitare qualcuno a mantenere un segreto. Si pensa che questo modo di dire derivi da un rimedio suggerito da un confessore ad una donna per sfuggire alla tentazione: tenere dell’acqua in bocca.

Muoversi dietro le quinte
Influire su una situazione, agire senza mostrarsi.

Allevare la serpe in seno
Favorire e aiutare qualcuno (o qualcosa) che in seguito potrebbe rivelarsi dannoso. Il detto deriva dalla favola di Esopo, Fedro e La Fontane che narra di un contadino che salvò una serpe assiderata e da questa fu poi morso.

Alzare il gomito
Bere alcolici. La locuzione deriva dal gesto che si fa nel bere.

Andare coi piedi di piombo
Procedere con prudenza. In questa frase la lentezza indica in questo caso cautela.

Andar per la maggiore
Essere in voga. Nella Firenze antica tale frase indicava l’essere iscritto ad una delle arti maggiori.

Araba fenice
Qualcosa di rarissimo. Si narra che la Fenice nascesse ogni 500 anni, unico esemplare della sua specie. Alla sua morte dalle sue ceneri nasceva un nuovo esemplare.

A tutta birra
A gran velocità. L’escamazione usata in gergo sportivo soprattutto deriva probabilmente dalla locuzione “a tutta briglia”.

Bruciare le tappe
Procedere velocemente. Il detto deriva dal fatto che i messi di un tempo per viaggiare velocemente a volte saltavano le poste del cambio dei cavalli

Cadere dalla padella alla brace
Trovare un rimedio che peggiora la situazione. Pare che questo modo di dire derivi dalla storia di una tinca (un pesce) che per sfuggire alla padella cadde nella brace.

Cavallo di battaglia
Materia o argomento di cui ci si sente completamente padroni. La frase trae la sua origine dal fatto che tra i cavalli dei condottieri di una volta, quello addestrato per la battaglia era il migliore e il favorito.

Colpo di grazia
Ciò che rovina definitivamente. La locuzione deriva dal colpo che si dava ai morenti sul campo di battaglia per sollevarli dalla sofferenza.
Darsi la zappa sui piedi
Portare prove che vanno in contrasto con la tesi sostenuta.

Di punto in bianco
All’improvviso, come il tiro delle artiglierie che sparavano direttamente senza elevazione e con il congegno di puntamento che non segnava nessun valore (in bianco)

Eminenza grigia
Si dice di chi, senza darlo a vedere, esercita un forte potere. Il termine deriva dall’appellativo che si guadagnò il frate consigliere del cardinale Richelieu.

Essere come il diavolo e l’acqua santa
Si dice di due elementi inconciliabili.

Essere al verde
Non avere soldi. Questo modo di dire deriva forse dall’antica usanza di tingere di verde il fondo delle candele.

Essere in vena
Sentirsi in buone condizioni per affrontare qualcosa. Deriva dall’espressione “Essere in buona (o cattiva) vena” usata un tempo per indicare che il malato aveva il polso regolare.
Fare gli occhi di triglia
Fare lo sguardo svenevole da innamorato. La locuzione è derivata dall’aspetto languido delle pupille dei pesci morti.

Fare il diavolo a quattro
Fare confusione, strepitìo. Si fa derivare dalle rappresentazioni medievali che prevedevano la comparsa di quattro o più diavoli, dette “gran diavolerie”

Far le cose alla carlona
Fare le cose alla buona. Deriva dal modo di fare non molto accorto di Carlo Magno, così rappresentato nella poesia cavalleresca.

Gettare la spugna
Rinunciare ad un’impresa. E’ una esclamazione legata al mondo del pugilato: per evitare ad un campione la sconfitta il suo secondo può buttare sul ring l’asciugamano (una volta la spugna), segno che il pugile si ritira.

Lacrime di coccodrillo
Pentimento per un danno volontariamente commesso. Deriva dalla credenza (non fondata) che il coccodrillo lacrimi dopo aver divorato l’uomo.

Lasciare in asso
Abbandonare qualcuno nel momento più difficile. Il modo di dire potrebbe derivare da Nasso, l’isola in cui Arianna fu abbandonata da Teseo. Potrebbe derivare anche dal gioco delle carte.

 

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